STATI UNITI - Dopo una stagione difficile con la maglia del Vero Volley Monza, il centrale statunitense Taylor Averill ha scelto di fermarsi. Non per infortunio, non per mancanza di offerte: ma per ritrovarsi. Con un lungo e toccante post pubblicato sui social, l’atleta ha raccontato senza filtri il momento delicato che sta vivendo, tra delusioni sportive, fragilità emotive e una nuova consapevolezza.
"Eravamo un ottimo gruppo di ragazzi che ha avuto una stagione terribile per molte ragioni", scrive Averill, tracciando un bilancio amaro della sua esperienza italiana. Ora che è tornato negli Stati Uniti, ammette di sentirsi “più straniero che mai”, come se la distanza tra ciò che era e ciò che è diventato si fosse fatta improvvisamente troppo ampia per essere ignorata.
La sua è una confessione autentica: parla apertamente di depressione, delle difficoltà che comporta la vita da atleta straniero in giro per il mondo, della pressione costante, dell’isolamento. E, soprattutto, della necessità di fermarsi per ascoltarsi davvero.
Per questo ha deciso di prendersi quattro mesi di pausa, lontano dai palazzetti, per esplorare ciò che sente, ciò che è diventato, ciò che vuole diventare. In programma viaggi alle Hawaii e in Oregon, dove parteciperà anche a un’iniziativa benefica. Ma più di ogni altra cosa, Averill vuole usare l’estate per “tornare in contatto con se stesso”.
“È tempo di risolvere. È tempo di dissolversi. È tempo di evolversi”, scrive nel passaggio più potente del suo messaggio. Una frase che racconta un’esigenza profonda: quella di accettare anche le parti più vulnerabili di sé, quelle che fanno paura, che generano vergogna, ma che definiscono l’umanità di ognuno.
Con parole semplici ma dense, Averill rompe un tabù ancora troppo presente nel mondo dello sport professionistico: l’idea che un atleta debba sempre essere forte, invulnerabile, impermeabile alle emozioni. Invece no. La sensibilità ha un prezzo, dice. Ma anche un valore immenso.
Il suo non è un addio, ma un atto di coraggio. La partita più importante, quella con se stesso, è appena iniziata.
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Il post di -Taylor Averill
"…Sono appena tornato dalla mia stagione a Monza. Che è stata abbastanza terribile. Eravamo un ottimo gruppo di ragazzi che ha avuto una stagione terribile per molte ragioni.
Sono tornato negli Stati Uniti e non potrei sentirmi più straniero. Sto attraversando un periodo di profondi cambiamenti e progressi nella mia vita. Molte cose sono cambiate: sto pensando a come mi relaziono con il mio sport, con la mia vita, come atleta e come essere umano.
Ragion per cui ho deciso di prendere i prossimi quattro mesi per me per pensare a dove sono veramente, a come mi sento veramente.
Ho avuto a che fare con diversi tipi di depressione. Con le difficoltà della vita da atleta straniero, all’estero, per quattro anni. Avevo bisogno di carmi un po’ da parte. Sono contento di avere quest’estate per esplorare me stesso in modo più profondo.
Mi rendo conto che possa sembrare strano dire che torno a vivere davvero, visto che ho passato momenti sportivi bellissimi, come l’Olimpiade. Ora mi aspettano altre bellissime cose, uniche, andrò alle Hawaii ad esplorarne qualcuna. E poi in Oregon (per un’iniziativa benefica, ndr).
Userò l’estate per tornare in contatto con me stesso. Sono molto emozionato e molto spaventato.
È tempo di esplorare apertamente tutto di me. È tempo di risolvere. È tempo di dissolversi. È tempo di evolversi.
È tempo di condividere le parti di me che mi fanno vergognare. Le parti di me che vorrei non ci fossero. Le parti di me per cui piango pensando a quanto le trovi così genuinamente belle, e tuttavia mi sento apprensivo nel condividerle a causa di quanto potrei sembrare debole.
Essere sensibili ha un prezzo. Essere consapevoli ha un prezzo…"
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